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L’arrivo del connettore USB C reversibile, cioè inseribile in ogni verso, ha posto fine ad anni di sofferenze da parte degli utilizzatori di computer e non solo: quante volte, provando a inserire una chiavetta o un cavo USB alla cieca, vi siete trovati a farlo nel verso sbagliato? Tante, troppe. In teoria il 50% delle volte, almeno, ma alla fine con la “sfiga” che ci perseguita molte di più.

Internet è piena di meme su chi (dice) di esservi riuscito al primo colpo (o almeno così narra la leggenda). La verità è che poiché l’USB C non è ancora così diffusa, continuiamo a imbatterci in quella situazione (maledetto connettore Type A!), creata non per masochismo, ma per motivazioni di costo. Realizzare un connettore reversibile all’epoca avrebbe raddoppiato cavi e circuiti, facendo così lievitare anche i costi.

spiegarlo è nientemeno che Ajay Bhatt, colui che in Intel ha guidato la creazione dell’interfaccia USB. “Il fastidio più grande riguarda la reversibilità”, ha sottolineato, spiegando che si è trattato di un “prezzo da pagare” per persuadere le altre realtà del settore PC ad adottare l’USB.

Intel optò infatti per mantenere i costi i più bassi possibili. “Ci è servito del tempo per dimostrare che questa tecnologia è indispensabile” ha aggiunto Bhatt. I bassi costi di progettazione hanno reso l’USB lo standard industriale che è oggi, e anche se per anni si è portato dietro la pecca della reversibilità, si è trattato comunque di un grande passo avanti rispetto a quanto disponibile in precedenza.

“Come utente e sviluppatore, all’epoca vedevo che le interfacce disponibili erano complesse e molto poco amichevoli verso i consumatori”, ha affermato Bhatt, il quale ha inciso in modo evidente sul mondo dell’elettronica mondiale, ma dalla sua invenzione non ha ricavato soldi o notorietà.

“Non ci preoccupavamo della notorietà. Alla fine, è uno sport di squadra – la mia sensazione è che se tutti adottano la tua idea, allora hai avuto successo. La notorietà dovrebbe essere data alla tecnologia“. Inizialmente non erano in molti a credere all’idea dello standard USB, e il percorso per renderlo realtà nasconde anche una lezione di vita.

“Ho vissuto delle difficoltà quando le persone dicevano che le cose non potevano essere fatte, ma è in quel momento che ho messo in campo più energia“, ha detto Bhatt. “Quando vivi una grande opposizione, devi sentire che stai lavorando su un problema che deve essere risolto”. Parole che si applicano alla vita in generale, un altro lascito di un uomo di tecnologia poco conosciuto ma decisivo nella nostra vita quotidiana.