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La leggenda di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda è sicuramente una delle più celebri e amate del vecchio continente e non solo. Come dimenticare infatti i numerosi film e le serie TV dedicati all’argomento e, soprattutto, il capolavoro d’animazione della Disney del 1963. Lato videoludico è impossibile non ricordare uno dei MMORPG più rappresentativi d’inizio millennio, ossia quel Dark Age of Camelot che tanto fece parlare di sé ai tempi. Più o meno degli stessi anni è anche il nostalgico Tzar, strategico in tempo reale che spopolò in Italia grazie anche al saggio lavoro di FX Interactive, mentre ritornando a tempi decisamente più recenti è Pendragon, ad aver provato a trattare il tema in una modalità insolita ma comunque convincente. I migliori titoli dedicati a Re Artù e al suo fidato manipolo di consiglieri provengono però dalle mani di Neocore Games, con i due King Arthur The Role-Playing Wargame, che hanno saputo rivelarsi, più il primo che il secondo, dei buoni titoli.

King Arthur

La software dietro anche ai The Incredibile Adventure of Van Helsing ha deciso ora di riprovarci con King Arthur: Knight’s Tale, particolare commistione tra un rpg e uno strategico a turni ambientato in una Camelot decadente e ghermita dall’oscurità. Un’opera che sbarca giusto oggi sul mercato in Early Access, intraprendendo un cammino che la porterà insieme ai feedback dei giocatori alla sua forma finale e che abbiamo avuto l’opportunità di provare in modo approfondito negli scorsi giorni.

Abbiamo provato il gioco con il seguente PC:

Dall’altro lato della palizzata

King Arthur: Knight’s Tale si apre con una cinematic magistrale, in grado di trascinare il giocatore fin da subito in un vortice di emozioni, battaglie e colpi di scena. Un filmato impressionante, pregno di una qualità produttiva altissima e che si chiude con la morte, dopo un acceso duello, nientepopodimeno che di Artù e Mordred, il più acerrimo nemico della tavola rotonda. Un incipit che lascia a bocca aperta, sconvolge e che ci vedrà, qualche istante dopo, nei panni di un resuscitato e confuso Mordred in una Camelot messa a ferro e fuoco, dove i non morti e altre amenità varie sozzano le una volta floride terre d’Albione.

King Arthur

Allo stato attuale di Early Access non è purtroppo possibile scoprire fino in fondo le criptiche e oscure vicende che attanagliano Camelot. La build attuale permette infatti di imbarcarsi in solo 2 missioni principali sulle circa 20 previste nella versione completa del titolo e 8 punti d’interesse contro gli oltre 50 che saranno inclusi al momento del rilascio ufficiale del gioco. Numeri che sono destinati a crescere nel corso del tempo, con tutti coloro che acquisteranno King Arthur: Knight’s Tale in Early Access che otterranno sempre più contenuti nel corso del tempo, fino ad arrivare a quella che sarà la versione di lancio del titolo.

Tra combattimenti e scelte morali

Ora come ora è in ogni caso già possibile prendere confidenza con quelle che sono le meccaniche di gioco. King Arthur: Knight’s Tale è un particolare ibrido tra un gdr e uno strategico a turni, con le due anime del titolo che sono direttamente riconducibili a due macro-sezioni del gioco. Se durante le varie missioni a emergere sono le dinamiche da strategico a turni, nella mappa globale di gioco, in cui potremo gestire i nostri eroi e scegliere in quale quest imbarcarci, sono invece quelle da gioco di ruolo a prendersi la scena.

Molto interessante, per quanto per forza di cose ancora impossibile da esplorare a fondo, è la scelta di far ricadere tutta una serie di bonus e skill all’interno di un sistema di moralità a due assi, una dedicata all’atteggiamento di Mordred e l’altra a scelte dal carattere religioso. Un sistema particolarmente intrigante, soprattutto considerando come il nostro protagonista non sia esattamente un tozzo di pane ed è anzi capace di macchiarsi di azioni particolarmente discutibili.

King Arthur: Knight's Tale

Non mancano poi la possibilità di potenziare singolarmente i vari eroi che recluteremo con l’avanzare del gioco. Equipaggiamento, punti abilità e tutto ciò che ci aspetteremo di trovare da un titolo del genere. Anche in questo caso è purtroppo difficile valutare la bontà del sistema messo in piedi da Neocore Games ma il tutto sembra avere le carte in regola per rivelarsi un qualcosa di valido.

Chiude questa carrellata Camelot, con la fortezza simbolo delle vicende del ciclo arturiano che all’inizio del gioco è ridotta in uno stato pietoso. Nostro compito sarà ricostruirla pian piano, restaurando sempre più i vari edifici e aprendo nuove strade di gameplay. Riaprire la locanda ci permetterà ad esempio di poter acquistare item, mentre altri edifici ci concederanno la possibilità di curare gli eroi e molto altro ancora. Il tutto è ancora in divenire, ma la scelta di delegare Camelot a headquarter dell’esperienza sembra essere una buona scelta, anche se meriterebbe di essere sviluppata ulteriormente rispetto a quanto a oggi implementato. La leggendaria cittadella è infatti ora come ora attualmente rilegata a essere osservata dall’esterno, con la visuale e le modalità di interazione che ricordano uno qualsiasi degli innumerevoli titoli mobile che imperversano nel mercato.

Alla pugna

Le missioni di gioco seguono invece un letimotiv particolarmente classico, con l’esplorazione che si avvicenda a qualche scontro di tanto in tanto. Combattimenti a turni che seguono le oramai arcinote dinamiche del genere, con punti azione, skill varie e quant’altro. Da segnalare come i turni siano divisi tra quello del giocatore e quello avversario e non sono quindi presenti meccaniche legate alla priorità o alla velocità dei singoli personaggi.

King Arthur

Nel complesso gli scontri alla fine tutto sommato convincono, anche se la prevalenza dei personaggi melee, sia nostri che avversari, non riesce a far esprimere al massimo le capacità di un gameplay comunque di valore. Con il proseguire della campagna, e l’introduzione delle arte magiche, siamo però sicuri che il tutto migliorerà in maniera esponenziale.

Da rivedere, invece, le mappe di gioco, che a oggi sono decisamente claustrofobiche e dallo scarso respiro. Una maggiore libertà, anche per quanto riguarda le possibilità di esplorazione, è quindi decisamente auspicabile.

King Arthur Knight’s Tale: in conclusione

King Arthur Knight’s Tale è un titolo sicuramente interessante, dotato di buone idee e di un setting potenzialmente dirompente. La scelta di creare un particolare ibrido tra un gdr e uno strategico a turni, demandando tali due anime a diverse sezioni di gioco, a oggi sembra essere particolarmente felice, anche se necessitante di essere ulteriormente espansa ed esplorata. Buono anche lo stile artistico, che ben riesce ad accompagnare dinamiche e vicende di gioco.

King Arthur

Le frecce nella faretra di Neocore Games sono quindi molte e di valore, sta ora allo sviluppatore decidere come scoccarle. Riuscirà King Arthur Knight’s Tale a colpire nel segno alla fine di questo periodo di Early Access o quanto di buono visto fino ad ora non si concretizzerà nella versione finale dell’opera? Noi non vediamo l’ora di scoprirlo.