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Ancora una volta i videogiochi diventano un aiuto per le persone in difficoltà. La storia di oggi, condivisa da The Verge, ha al centro Minecraft e una serie di studenti costretti a casa. Negli Stati Uniti, infatti, il sandbox di Mojang è diventato la meta prediletta di molti universitari che, impossibilitati dal chiudere il proprio percorso di studi all’interno del campus a causa del rischio contagio del Coronavirus (Covid-19), hanno voluto vivere comunque l’esperienza collegiale, in modo simile a quanto fatto da alcuni studenti giapponesi.

Un esempio è quanto avvenuto nella University of Pennsylvania: gli studenti hanno infatti iniziato a ricreare dormitori, sculture e food truck, con tanto di misurazioni dei luoghi reali per garantire una certa fedeltà. Nyazia Sajdah-Bey, studentessa senior, ha affermato: “Sono la prima della mia famiglia a graduarsi al college quindi non si tratta solo di un evento a me dedicato, si tratta di qualcosa per tutta la mia famiglia. Non ho avuto la possibilità di spuntare tutte le voci della mia lista dei desideri del college, non ho potuto dire addio agli amici e ai docenti. Sto cercando di processare questa perdita, quindi è molto bello lavorare sul campus [ndr, in Minecraft]. Sta rendendo il processo di allontanamento meno improvviso e più graduale.

Minecraft

L’University of Pennsylvania non è l’unica università in una situazione simile, inoltre. Studenti di tutti gli Stati Uniti, da Boston alla Louisiana del Sud, stanno creando dei server o ripristinando dei server dedicati agli studenti universitari costretti a casa. Spesso, inoltre, i giocatori ricreano gli ambienti del college per aiutarsi e vivere in questi mesi l’esperienza “classica” della vita collegiale.

Per molti studenti alla fine del proprio corso di studio, questo è l’unico è modo per rivedere l’università prima di laurearsi. Jay Gibbs di Chicago afferma infatti: “Non rivedrò veramente dal vivo il campus. Potrò entrare negli edifici, potrò andare lì fisicamente, ma non vedrò il campus nello stesso modo in cui me lo ricordo. Dal mio punto di vista, quindi, è tutto perduto.”

Minecraft e i videogiochi non sono quindi solo un modo per distrarsi durante questo periodo difficile, ma anche uno strumento per processare la realtà e le esperienze ormai perdute di questi studenti. Qualcosa di simile, dopotutto, sta già accadendo in Animal Crossing.