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Gli NFT per PlatinumGames non sono una priorità. Nonostante il desiderio di adattare i loro videogiochi ad un mondo fatto di servizi e di titoli che vivono sul lungo rispetto ad avventure e action game da 8/10 ore, il CEO del team di sviluppo non vuole affatto sentire parlare di token non fungibili, ritenendo le intere conversazioni e le dichiarazioni decisamente frustranti.

Platinum Games

“Lo capisco che è un tema caldo in questo momento e sta vivendo un periodo di fuoco. Quello che vedo però è che tutto ciò favorisce solamente il profitto per le società, senza nessun tipo di impatto positivo per i creatori o per gli utenti. Da un certo punto di vista è davvero frustrante”, ha dichiarato il CEO di PlatinumGames Atsushi Inaba. Di stesso avviso è anche Hideki Kamiya, vice presidente e game designer della società. “Non ho assolutamente interesse negli NFT. Mi considero più un giocatore che un uomo di business. Non c’è nessun beneficio, almeno per ora”.

Kamiya ha però ammesso che nel prossimo futuro, se le cose cambiassero, potrebbe anche ripensare la sua opinione. “Se il settore si espanderà in una maniera positiva per gli utenti, allora forse potrò cominciare ad esserne interessato. Al momento però non vedo questa possibilità”. Non solo: Kamiya ha anche lanciato una frecciatina a Konami. “Non sono sorpreso dal loro interesse. Se c’è qualcosa che odora di soldi, Konami ci arriva immediatamente”, le parole dell’eccentrico sviluppatore, che non è nuovo ad uscite provocatorie non solo nei confronti dell’industria ma anche nei confronti degli utenti su Twitter.

Le polemiche sugli NFT non si placano: da una parte alcune aziende vanno ancora avanti, come ad Ubisoft e Atari, altre invece hanno dovuto fare necessariamente marcia indietro a causa del backlash della community, come ad esempio Team17 e GSC Game World. Il futuro, almeno in questo settore, è ancora tutto da definire.