8 views
0

Nintendo ce l’ha fatta: Bowser è stato riconosciuto di tutti i suoi crimini. No, non il personaggio fittizzio che rapisce la principessa Peach nei giochi di Super Mario. Stiamo parlanddo di Gary Bowser, un cittadino americano che nel corso di sette, lunghissimi anni ha partecipato e contribuito a mantenere attiva la scena pirata sulle console della casa di Kyoto e non solo.

Super Mario 3D World + Bowser's Fury

La storia di Gary Bowser parte quando Nintendo lancia sul mercato il suo 3DS. L’uomo decide, di sua spontanea iniziativa, di aderire ad un gruppo di piratici informatici per trovarne exploit e permettere così l’esecuzione sulla console di materiale pirata e non solo. Grazie all’organizzazione, infatti, tutti i partecipanti vendevano software e hardware per permettere alla console portatile del produttore nipponico di far girare giochi scaricati da Internet, infrangendo dunque qualsiasi norma sul copyright.

Subito dopo il 3DS, l’attenzione di Bowser non viene meno e si concentra, questa volta, su Nintendo Switch. La console ibrida della casa di Kyoto viene modificata dal collettivo e ricomincia, dunque, il nuovo giro: vendono online i tool per modificare la macchina, insieme a guide e danno tutto il necessario agli acquirenti per poter scaricare i loro giochi.

Ora, dopo un anno dall’inizio del processo, Nintendo può dire di aver vinto. Gary Bowser, infatti, si è dichiarato colpevole di tutte le accuse in tribunale. Ora l’uomo (che era scappato nella Repubblica Dominicana per evitare conseguenze legali) dovrà pagare una multa parti a 4,5 milioni di dollari ma rischia ancora circa cinque anni di carcere per i suoi reati. Il team Xecuter non era ovviamente dedito solo alla modifica delle console della casa di Kyoto, ma nel tempo ha prodotto modifiche anche per console Xbox e PlayStation. Nonostante ciò, solo Nintendo ha avuto il “coraggio” di andare fino in fondo per portarlo davanti ad un giudice.