2 views
0

Nintendo ha abbattuto del tutto ROMUniverse, uno dei siti più grandi e conosciuti dove era possibile scaricare qualsiasi ROM di videogiochi appartenenti alle console della casa di Kyoto. La vicenda era partita ufficialmente a maggio 2021, quando il publisher e sviluppatore di videogiochi aveva portato in tribunale il fondatore del sito, vincendo la causa, presentando una multa di circa 2 milioni di dollari. A distanza di qualche mese, arriva un altro colpo da parte del tribunale per l’autore del sito.

Nintendo Logo

Come riportato online, infatti, se per il primo processo (dove il titolare di ROMUniverse aveva deciso di difendersi da solo, senza avvocati) il giudice aveva ritenuto la mozione di Nintendo, ovvero quella dell’eliminazione di tutto il materiale non congrua dopo la multa, un ricorso della casa di Kyoto lanciato a luglio 2021 ha ottenuto invece un esito positivo. Matthew Storman, fondatore del sito, si è dunque visto recapitare un’ingiuzione che lo obbliga a cancellare tutto il materiale ancora in suo possesso, anche se il sito venne chiuso poco prima dell’inizio del processo.

Storman, a questo punto, si trova davanti due strade da percorrere quasi in simultanea. Da oggi ha infatti circa 24 ore per distruggere tutto il materiale Nintendo (inclusi anche libri, film e musiche), con il termine che scade appunto il 17 agosto 2021. La seconda, invece, è compilare una dichiarazione entro il 20 di agosto, dove afferma di essere d’accordo con l’esito dell’ingiunzione. In caso non riuscisse, si torverebbe costretto ad affrontare un nuovo processo, che in questo momento potrebbe costargli un’altra multa o addirittura una reclusione fino a 4 anni.

Era ovviamente difficile prevedere una risoluzione con esiti diversi. Nintendo da sempre si batte per proteggere il suo copyright e ovviamente la distribuzione di ROM è comunque considerata pirateria. Matthew Storman però si è ritrovato, a suo malgrado, a fronteggiare una causa decisamente più grande di lui, con tanto di multe da capogiro e un termine di scadenza strettissimo per evitare condanne ancora più gravi. Difficilmente si ripeteranno casi del genere, soprattutto ora che esiste un precedente ben conosciuto come questo.