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Negli ultimi anni il panorama dei giochi di ruolo si è rinvigorito notevolemente e i progetti dedicati ad avventure da tavolo come Dungeons & Dragons hanno portato tante soddisfazioni. Basti pensare a Pathfinder Kingmaker, di cui abbiamo parlato di recente, o al nuovo Baldur’s Gate 3 e il testamento d’amore macabro architettato da Larian. Ma anche Pillars of Eternity di Obsidian, Divinity Original Sin e così via, fino a sfociare nel mondo indipendente.

Ed è da quest’ultimo, a noi sempre caro, che è nata una speciale collaborazione tra il team di Tactical Adventures e Wizards of the Coast per il loro primissimo progetto: Solasta: Crown of the Magister, un gioco di ruolo estremamente tattico che prende fedelmente meccanismi e regole dai manuali della quinta edizione per proporre un’avventura dalle possibilità decisamente vaste.

Grazie alla gentilezza del team di sviluppo, abbiamo avuto modo di vedere in anteprima assoluta le principali caratteristiche del gioco in una piccola sessione di gameplay hands-off direttamente dagli sviluppatori, con i quali abbiamo potuto scambiare qualche domanda e impressione sul loro progetto. Vi diciamo fin da subito che quello di cui vi parleremo fa parte di una build del gioco antecedente a quella con cui verrà fatto partite l’accesso anticipato nei prossimi giorni, percorso che il team ha scelto al fine di creare un mondo davvero ricco di opzioni, specialmente per via di alcune importanti caratteristiche che illustreremo nelle prossime righe. Nel caso in cui voleste provare prima con mano e poi decidere se sostenere Tactical Adventures, potrete trovare una demo gratuita del gioco su Steam.

Fin dai primi minuti ci è parso chiaro un semplice quanto importante dettaglio: il piccolo team che si cela dietro i numeri e i dadi di Solasta è un gruppo di appassionati giocatori da tavolo, specie dei giochi di ruolo. Giocano spessissimo tra di loro e hanno un entusiasmo per le avventure che creano che è quasi contagioso, e di questo spirito si ha un assaggio fin dai primi minuti della creazione del personaggio. Ci sono diverse razze e classi tra cui scegliere, con tanto di attributi da impostare e background da creare.

Ciò che mi ha colpito fin da subito, essendo un grande fan della narrativa e dei dialoghi, è che il team ha escogitato una profondissima serie di scelte iniziali che definiscono sia il linguaggio dei personaggi del party che la loro personalità, atteggiamento e connessioni con ciò che li circonda. Potreste creare una spia dalla lingua forbita o un guerriero bruto dall’intelligenza scarsa, oppure fare esattamente l’opposto e mischiare le carte come più preferite. Ogni scelta, a detta del team di sviluppo, creerà un’esperienza molto diversa nel corso del gioco, cosa che renderà Solasta un gioco dall’altissima rigiocabilità per via delle scelte influenzate da background, allineamento, razza e moralità. Se siete però poco abituati alla totale personalizzazione dell’eroe potete stare tranquilli: come per lo Starter Set di D&D ci sono tutta una serie di opzioni preimpostate e consigliate.

Da alcune immagini di questa fase, e dall’eleganza dell’interfaccia, potrebbe sembrare evidente un rimando al particolare design che da sempre accompagna Amplitude Studio. La ragione? Bhe è che a capo di Tactical Adventure c’è Mathieu Girard, ex co-founder di Amplitude e che ha trasferito il suo talento nell’UI design su Solasta. Chiaramente si tratta di un design particolare per un gioco di ruolo vecchio stampo, dove solitamente il tema estetico principale richiama la carta, il metallo e altre iconografie tipiche del fantasy classico.

Non per Girard però, il suo obiettivo è quello di unire il concetto di eleganza a quello di accessibilità, creando menù contestuali che appaiano gradevoli all’occhio e al contempo siano il più esplicativi possibile, cosa ampiamente riuscita con Solasta che non solo presenta tutti i dati più sensibili, ma da ai giocatori anche la possibilità di vedere tutti i tiri di dado e modificarne estetica e tasso di comparsa. Insomma, un paradiso per gli entusiasti e un ottimo percorso facilitato per chi non si è mai approcciato al genere. Inoltre, come bonus, tali interfacce permettono al team di sottolineare l’eccellente lavoro sull’art design, coadiuvato da artisti interni ed esterni allo studio.

La tradizione è comunque presente in Solasta, partendo dal più classico incontro all’interno di una taverna poco illuminata dove i vostri quattro avventurieri si scambieranno alcuni racconti antecedenti all’incontro, i cui flashback fungeranno da tutorial per le funzioni base del gioco. Solasta sarà piena di posti in cui andare e tornare, esplorando in tutta libertà ambienti ricchi di segreti, misteri, alleati e nemici. Insomma, il classico pacchetto del GDR in scatola basato sull’immaginazione del Dungeon Master, qui figurante come sviluppatore. Le sorprese però sono molte, soprattutto nel sistema di gioco. C’è tanta verticalità, un uso accurato della fisica sia dentro che fuori le battaglie, interazioni ambientali significative e un design dei livelli finora accattivante sotto tanti aspetti.

Qualcosa mostratoci durante l’esplorazione di una vecchia torre magica andata in rovina dopo un’esplosione arcana, dove il party precostruito doveva districarsi tra enigmi e rune magiche per raggiungere una camera segreta con una serie di nemici da affrontare. Gli scontri, a onor del vero, abbandonano un po’ il seminato mescolando diverse tattiche ai turni dei giocatori. Si può rimanere in attesa di un attacco oppure darsi agli incantesimi in un sistema a celle capace di gestire al meglio gli spazi e l’eventuale utilizzo fatto dal giocatore.

Le abilità a disposizione sono veramente tante e riprendono chiaramente quelle più conosciute dal Manuale di D&D, con tanto di incantesimi da sistemare durante il riposo e Cantrips da chiamare a volontà. Particolare attenzione – ci hanno tenuto a sottolineare – è stata rivolta al sistema d’illuminazione e alla sua funzione nel gameplay, trasformando la luce da semplice elemento estetico a fattore che fornisce vantaggi o penalità a seconda di quanto un ambiente sia più o meno illuminato. Tutto fa parte del realismo alla base di Solasta e che permea ogni parte della produzione, visto che il team ha voluto trasformare con accuratezza il rapporto tra ciò che si immagina e ciò che avviene sul tavolo nudo e crudo.

Ed è nei suoi piccoli dettagli passionali, come il grande ruolo estetico dei dadi o l’impegno nella creazione dei possibili background, che Solasta dimostra di essere un progetto che tutti gli amanti del genere dovrebbero seguire attentamente. Certo, non possiamo negarvi che su alcuni aspetti sia decisamente acerbo e amatoriale, del resto parliamo di un team di sviluppo di 17 persone con un ambizioso traguardo da raggiungere, ma le rassicurazioni provenienti dalle sue più che note qualità sono abbastanza valevoli da farvi consigliare il supporto per l’accesso anticipato.

Il che non è un percorso strano o unico per chi parte da un Kickstarter di successo e che tiene al feedback della community, rivelatosi centrale sia durante che post la campagna di raccolta fondi. Ed è su questo scambio tra appassionati che, tutto sommato, è stata fondata Tactical Adventures e che vede in Solasta un primo coraggioso progetto. La strada verso la release finale è ancora lunga, tuttavia vi invitiamo a rimanere con noi ancora per qualche tempo e a leggere la nostra analisi della prossima anteprima dall’accesso anticipato.