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La situazione videogiochi in Cina è sempre più complicata a causa delle numerosi restrizioni che il governo sta portando avanti da diverso tempo. Stavolta la Repubblica Popolare Cinese sta rallentando il processo di approvazione dei giochi online.

Le pesanti restrizioni che la Cina impone ai videogiochi sul suo territorio nazionale sono viste in prospettiva di “proteggere i minori“. Già in passato la nazione asiatica aveva limitato il tempo di gioco per i minorenni ad un’ora al giorno, ma dopo aver definito i videogiochi “oppio virtuale“ negli scorsi mesi, recentemente la Cina è passata a limitare l’accesso al medium da parte dei giovanissimi al solo weekend, dalle 20 alle 21. Società come Tencent e Netease, colossi videoludici cinesi che operano anche in campo internazionale, hanno registrato ingenti perdite, nonostante siano stati chiamati in causa per controlli più restrittivi e limitanti della privacy come il riconoscimento facciale per l’accesso al gaming.

In questi ultimi giorni, proprio i dirigenti di Tencent e Netease sono stati convocati dagli organismi regolatori della nazione secondo quanto riporta il China Morning PostLa Cina ha chiesto alle due aziende di “smetterla di concentrarsi solo sul profitto e di agire per evitare che i minori passino troppo tempo a giocare ai videogiochi” come riferisce Xinhua News Agency l’agenzia stampa ufficiale del governo cinese.

A ciò, come continua a riferire l’agenzia di stampa, segue un rallentamento del processo di approvazione dei videogiochi online: “Le autorità hanno ordinato alle imprese e alle piattaforme di rafforzare l’esame dei contenuti dei loro giochi. I contenuti osceni e violenti e quelli che generano tendenze malsane, come il culto del denaro e l’effemminatezza, dovrebbero essere rimossi.” L’opera di censura dei videogiochi da parte della Cina sta avendo forti ripercussioni sul mercato videoludico nel paese. Dopo la convocazione ufficiale delle due aziende, entrambe hanno perso complessivamente 60 miliardi di dollari in borsa.