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Uno dei problemi che più ha afflitto Call of Duty Warzone, giunto finora alla Stagione 4, sin dal suo rilascio è proprio quello dei cheaters. La piaga è così tanto diffusa che si stima che tutti almeno una volta hanno partecipato a partite in cui c’erano giocatori scorretti, cosa che non ha potuto che alimentare la rabbia degli utenti onesti che vogliono invece soltanto divertirsi. Oggi il profilo Twitter ufficale di Raven Software ha rivelato che ha bannato più di 50 mila giocatori che hanno ripetutamente offeso gli altri e “molto altri”.

Call of Duty Warzone

Non è infatti chiaro quali siano stati i comportamenti che hanno provocato il ban a così tanti giocatori, sebbene sia altamente plausibile che Raven Software abbia cacciato soprattutto i cheater. Non è neanche la prima volta che la software house decide di bannare così tanti utenti: ricordiamo infatti come a febbraio di quest’anno riuscirono a cacciare ben 60 mila utenti in un singolo giorno, mentre a maggio venne reso noto il ban di 350 mila giocatori in un anno, con un totale di 500 mila account bannati dal lancio di Call of Duty Warzone.

Parliamo di cifre astronomiche che, se da una parte evidenzia l’enorme affluenza di utenti sul battle royale di Activision, da un’altra mette alla luce le debolezze e una community particolarmente difficile da gestire. I problemi di cheating e hacking continuano sin dal lancio del gioco e non accennano a diminuire e anzi diventano sempre più difficili da scovare per via di software altrettanto ardui da rilevare.

Il fenomeno del cheating è una piaga che colpisce tutti, sia i giocatori onesti che, paradossalmente, anche quelli che già utilizzano hack. Activision dimostra di essere fermamente convinta di voler ridurre al minimo questo problema, ma è evidente che le attuali misure non possono che limitare i danni di un fenomeno apparentemente inarrestabile. I malumori dei giocatori sono tanti, motivo in più per cui è difficile credere che non si riesca davvero a trovare una soluzione concreta per questo problema.