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Finalmente ci siamo. Dopo tre anni di attesa, è arrivato il giorno di Death Stranding. L’ambizioso nuovo lavoro di Hideo Kojima ha infatti effettuato il suo debutto oggi su PS4, insieme al marasma generale e l’hype sempre più acceso dei giocatori.

In occasione del lancio, Kojima è stato intervistato da Tgcom 24 e ha toccato svariati argomenti, partendo da quello più discusso, relativo al concetto di connessione che l’opera intende trasmettere al giocatore. Alla domanda di descrivere il messaggio sociale contenuto all’interno di Death Stranding, l’autore nipponico ha risposto: “Ho sempre provato la sensazione di essere da solo, magari a volte perché senti che vivi in un posto orribile e sperimenti questo tipo di solitudine. E capisci che probabilmente è un sentimento condiviso da molte persone in giro per il mondo. Credo che queste persone abbiano la tendenza a giocare molto e quando giochi da solo, ti senti solo. Di sicuro in Death Stranding la storia e il tuo personaggio portano avanti la missione solitaria di connettere il mondo, ma a un certo punto sperimenterai la sensazione di non essere più da solo, perché come te ci sono molte altre persone che stanno giocando allo stesso modo. E allora al mattino, quando ti svegli, sentirai un po’ di sollievo perché hai scoperto che in giro c’è molta gente come te che sta facendo le stesse cose e sentirai una sensazione positiva“.

Death Stranding Recensione

Il suo obiettivo è quindi quello di far riflettere i giocatori sulla connessione degli esseri umani, l’importanza del rapporto della nostra specie e del non rimanere isolati e soli.

Kojima ha anche affermato durante l’intervista, che gli piacerebbe incontrare un giorno uno degli autori che più ha apprezzato nel corso degli anni: il regista Dario Argento. “Come giapponese magari potrà sembrare strano, ma ho visto tonnellate di film italiani, da Fellini a De Sica fino agli Spaghetti Western, così come ho letto molti libri italiani che mi hanno influenzato. Ma Dario Argento è quello che più mi ha segnato, sono un suo grande fan. I miei genitori non volevano che guardassi i suoi film perché troppo spaventosi ma a me non importava, li guardavo lo stesso“.

Alla domanda riguardante l’accoglienza tiepida della sua opera negli Stati Uniti, ha precisato come in quelle zone, vi sia una passione più per gli sparatutto in prima persona, rispetto ad una storia d’autore. Entrando in argomento, ha lodato invece gli italiani e i francesi i quali: “hanno una sensibilità artistica diversa che permette loro di apprezzare questo genere di prodotti molto originali, non sono nei videogiochi ma anche nel cinema“.

Ricordiamo prima di lasciarvi, che Death Stranding è l’esclusiva PS4 uscita oggi 8 novembre e può contare sulla partecipazione di moltissimi grandi nomi del mondo del cinema: Mads Mikkelsen, Norman Reedus, Guillermo del Toro, Lindsay Wagner, Léa Seydoux, Margaret Qualley; solo per citarne alcuni.