Macronix smette di produrre memorie ROM, e la notizia riguarda da vicino le cartucce Switch: l’azienda taiwanese è da anni uno dei principali fornitori dei chip usati nelle schede di gioco di Nintendo. L’annuncio arriva dagli ultimi dati finanziari del gruppo, relativi al terzo trimestre 2026, ed è stato segnalato dall’analista David Gibson. Nintendo non ha commentato, ma la domanda è inevitabile: cosa succederà ai giochi fisici?

Macronix e le cartucce Switch: cosa ha deciso l’azienda
Secondo quanto riportato da Nintendo Life, Macronix chiuderà del tutto la produzione di ROM per concentrarsi su altri tipi di memoria, in particolare le NOR flash e le eMMC. Da ora in poi l’azienda non indicherà più le vendite di ROM come voce separata nei suoi bilanci. La società non ha spiegato i motivi, ma i numeri aiutano a capire:
- nel terzo trimestre 2026 le ROM valevano appena il 5% del fatturato di Macronix;
- il segmento ha perso il 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- in passato la stessa Macronix aveva spiegato che le sue ROM finivano soprattutto nelle schede di gioco Switch.
Un business in calo e legato quasi a un solo cliente, quindi, che l’azienda ha deciso di abbandonare.
Nintendo ha altri fornitori
Gibson invita a non drammatizzare: Nintendo può contare su altri partner per la produzione delle memorie e la scelta di Macronix non significa la fine delle cartucce. Non è nemmeno chiaro quanto la decisione tocchi Switch 2. Diversi lettori di Nintendo Life sostengono che Macronix fornisca soprattutto le schede della prima Switch, mentre la nuova console userebbe chip di altri produttori, ma la testata non lo ha confermato. In ogni caso, il primo chiarimento potrebbe arrivare con i risultati finanziari di Nintendo attesi il 5 novembre e con la successiva sessione di domande degli investitori.

Il peso crescente del digitale e delle Game-Key Card
Il contesto è quello di un mercato che si sposta sempre più sul digitale. Secondo Nintendo Life, negli ultimi trimestri le vendite digitali hanno superato il 60% del totale dei giochi first party di Nintendo, anche se la quota cambia molto in base alle uscite del periodo. A questo si aggiungono le Game-Key Card, le schede che non contengono il gioco ma solo una chiave per scaricarlo: costano meno da produrre e hanno già fatto discutere molti giocatori, come nel caso della cartuccia Switch 2 di Leggende Pokémon: Z-A.
Cosa può cambiare per i giochi fisici
Nel breve periodo, con ogni probabilità, non cambierà nulla: le cartucce continueranno a uscire e Nintendo ha tempo per riorganizzare la filiera. Il problema è di lungo periodo. Meno fornitori di ROM significano meno concorrenza, costi potenzialmente più alti e un incentivo in più a spingere sul download o sulle Game-Key Card.
Per chi colleziona giochi fisici, o semplicemente vuole poterli rivendere e prestare, è un segnale da tenere d’occhio. Le cartucce sono uno dei punti di forza delle console Nintendo, ma ogni anno pesano un po’ meno sui conti. L’uscita di un fornitore storico come Macronix non ne decreta la fine, ma ricorda che il formato fisico dipende sempre di più da scelte industriali che il giocatore non controlla.
















































