Ubisoft Motherbrain è il nome che l’editore francese ha scelto per raccogliere sotto un unico cappello tutti i suoi progetti di intelligenza artificiale generativa applicata ai videogiochi. A far emergere la notizia sono stati alcuni depositi di marchio individuati da Game File e rilanciati nelle ultime ore da Kotaku: documenti che descrivono con una certa precisione a cosa servirà questo “cervello” e che confermano quanto la casa di Assassin’s Creed stia puntando su questa tecnologia.

Cosa dicono i marchi depositati da Ubisoft
Le domande di registrazione, trattate dall’ufficio marchi statunitense all’inizio di settembre, sono più d’una. La prima riguarda un software scaricabile basato sull’intelligenza artificiale per creare videogiochi e contenuti interattivi. La seconda copre invece la ricerca, la progettazione e lo sviluppo di software di IA, insieme a un servizio di “intelligenza artificiale as a service” pensato per analizzare dati e interagire con le persone.
In altre parole, Motherbrain non sembra un singolo gioco o un singolo strumento, ma un’etichetta ombrello: secondo quanto riportato, il termine viene già usato all’interno di Ubisoft per indicare le varie iniziative sull’IA, anche se l’azienda non ha ancora accompagnato il nome con alcuna comunicazione ufficiale.
Da Ghostwriter a Teammates: la strada fatta finora
Ubisoft non è nuova a questi esperimenti. Negli ultimi anni ha presentato più di un progetto, spesso accolto con curiosità ma anche con qualche polemica:
- Ghostwriter (2023): uno strumento interno che genera le prime bozze delle battute di sottofondo dei personaggi non giocanti;
- NEO NPC (2024): prototipo di personaggi secondari capaci di conversare in modo dinamico con il giocatore;
- Teammates (2025): il primo progetto di ricerca giocabile, una sorta di Ghost Recon con alleati guidati dall’IA che rispondono a voce ai comandi.
Proprio in occasione di Teammates, il direttore del gameplay GenAI Xavier Manzanares aveva spiegato che i giochi di domani sapranno ascoltare, capire e reagire al giocatore molto più di oggi, aggiungendo un livello adattivo a sistemi di gioco già collaudati.

Motherbrain, un nome che strizza l’occhio a Metroid
Il nome non è passato inosservato: Mother Brain è il celebre cervello meccanico che fa da antagonista nella saga di Metroid di Nintendo. Una scelta ironica, forse fin troppo, per un progetto che ha come obiettivo accelerare la produzione dei giochi. L’iniziativa arriva infatti dopo la profonda riorganizzazione degli studi che Ubisoft ha avviato negli ultimi mesi, con l’obiettivo dichiarato di ridurre tempi e costi di sviluppo.
Il tema resta delicato anche per i precedenti: Ubisoft ha già dovuto rimuovere alcune immagini generate con l’IA finite per errore in Anno 117: Pax Romana, e il rapporto con i dipendenti è stato spesso teso, come dimostrano gli scioperi dei dipendenti degli anni scorsi.
Cosa aspettarsi da Ubisoft Motherbrain
Per ora Motherbrain è soprattutto un nome su un documento legale, ma il messaggio è chiaro: Ubisoft vuole che l’intelligenza artificiale generativa diventi una parte strutturale del suo modo di fare videogiochi, non più un esperimento da mostrare alle fiere. La vera partita si giocherà sulla trasparenza. Se l’IA servirà a liberare gli sviluppatori dai compiti più ripetitivi, il pubblico potrebbe accettarla; se invece verrà percepita come un modo per tagliare posti di lavoro e qualità, la reazione della community rischia di essere dura.















































