13 views
0

Il 2022 ha visto la fine di Google Stadia, il servizio di Alphabet dedicato al mondo dei videogiochi in cloud. La cessazione del servizio ha fatto molto rumore, soprattutto considerando quanto Mountain View avesse investito in questa industria. I motivi della sua chiusura non sono mai stati svelati ufficialmente, ma un nuovo documentario del collettivo GVMERS ha provato a fare luce sulle cause di questa morte prematura.

Secondo le informazioni raccolte nel video, che prova a ricostruire l’intera storia di Google Stadia, il motivo principale del fallimento si deve trovare nei primi momenti di vita del servizio. A Mountain View, infatti, hanno costruito un’intera struttura prima di aver parlato con sviluppatori e persone già attive nell’industria. L’investimento, che è servito sicuramente per ospitare i giochi di terze parti, ha però tagliato le ali ai progetti sviluppati internamente. A un certo punto, infatti, tutti i dirigenti di Google si aspettavano risultati immediati dai vari esperti chiamati a dirigere le produzioni first party, cosa che non è mai avvenuta per ovvie ragioni.

Nel documentario (visibile poco più in basso), viene poi fatto il punto su una data specifica, ovvero il 27 gennaio 2021, quando Phil Harrison, all’epoca uomo chiave di Google Stadia, promise maggiori dettagli sul budget e assicurò l’impegno della società nello spingere ancora di più il servizio. In quella data viene individuata l’inizio della fine: 5 giorni dopo, infatti, Harrison chiuse la divisione dedicata allo sviluppo first party.

Il resto, ovviamente, è storia. Appena un anno più tardi Google Stadia appariva sempre di più come un progetto morente, con Alphabet che cominciò ad affittare la tecnologia utilizzata per il servizio a partner esterni. Questo fino a metà del 2022, quando in Google si decise per la chiusura totale del servizio, prevista per il prossimo 18 gennaio.