Una nuova APU AMD Zen 6 è comparsa in un database di benchmark e sta già facendo discutere chi segue il mondo degli handheld PC. Secondo quanto riportato da Tom’s Hardware, si tratta di un campione di ingegneria con sei core, 24 GB di memoria LPDDR5 e una GPU integrata che lavora a 2,4 GHz. Il collegamento con un futuro Steam Deck è per ora solo un’ipotesi: nessuno ha confermato a chi sia destinato il chip.

Cosa dice il benchmark sulla APU AMD Zen 6
I dati emersi sono pochi ma interessanti. Il processore integra sei core e dispone di 24 GB di LPDDR5 con velocità di 9.600 MT/s, un valore alto per le memorie saldate sui dispositivi portatili. La parte grafica funziona a 2,4 GHz, ma al momento non è chiaro quante unità di calcolo contenga. Come tutti i campioni di ingegneria, anche questo potrebbe differire in modo sostanziale dal prodotto che arriverà sugli scaffali.
- CPU: architettura Zen 6 a sei core.
- Memoria: 24 GB LPDDR5 a 9.600 MT/s.
- GPU integrata: frequenza di 2,4 GHz.
- Destinazione: non confermata, si parla di handheld di nuova generazione.
Perché si parla di Steam Deck
Lo Steam Deck attuale monta una APU AMD derivata dal progetto “Van Gogh”, basata su Zen 2 e RDNA 2, un chip che ormai ha qualche anno sulle spalle. Valve ha più volte lasciato intendere di voler aspettare un salto generazionale vero prima di sostituirlo, e abbiamo raccontato come l’azienda pensasse già al nuovo modello poco dopo il lancio. Un chip Zen 6 con tanta memoria unificata è esattamente il tipo di hardware che renderebbe credibile un successore.
Il nodo della memoria
La quantità di RAM è un indizio importante. Ventiquattro gigabyte sono più dei 16 GB dello Steam Deck attuale e permettono di dedicare più memoria alla GPU senza strozzare il sistema, cosa utile per texture pesanti e per il ray tracing. C’è però il contesto del mercato: la crisi delle memorie sta frenando l’intero settore, tanto che non sono attese nuove GPU da gioco nel 2026. Un handheld con 24 GB di LPDDR5 avrebbe quindi un costo di produzione non banale.
Cautela d’obbligo
Una voce in un benchmark non fa un prodotto. AMD non ha commentato, Valve non ha annunciato nulla e non esiste una data. Lo stesso chip potrebbe finire in un portatile di un altro marchio, in una console o in un mini PC. Anche i sei core, pochi rispetto alle APU desktop, vanno letti come scelta di efficienza: nei dispositivi alimentati a batteria conta più il consumo che la potenza di picco.
Un segnale per il mercato
Al di là del nome sulla scatola, la comparsa del chip dice che l’ecosistema degli handheld si sta preparando a un nuovo salto di prestazioni. Per chi ha un Deck, il consiglio è non farsi prendere dalla fretta: i campioni di ingegneria compaiono mesi, a volte anni, prima dei prodotti finiti. Per chi invece aspetta il momento giusto per comprare un portatile da gioco, vale la pena tenere d’occhio i prossimi annunci AMD.

















































