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Sega ha ritirato dalla vendita Total War: Shogun 2 Complete Edition, uscita il 13 ottobre, dopo le proteste dei giocatori per bug, prestazioni e grafiche ricostruite con l’intelligenza artificiale. La decisione, riportata da Video Games Chronicle, è arrivata a due giorni dal lancio e rappresenta uno dei passi falsi più rapidi della recente storia dei rilanci su PC.

Elmo da samurai, ambientazione di Total War Shogun 2

Cosa è andato storto con Total War: Shogun 2

La nuova edizione doveva rinfrescare uno degli strategici più amati di Creative Assembly, uscito nel 2011. I giocatori, però, hanno segnalato problemi presenti già nell’originale e mai risolti, oltre a un utilizzo evidente di upscaling basato su IA su vari asset. Sui social è circolato l’esempio delle schede delle unità, dove alcune mani avevano un numero sbagliato di dita. Su Steam il gioco era arrivato a una valutazione “Nettamente negativa”, con appena il 19% di recensioni positive su oltre duemila.

La risposta di Sega

Sega ha dichiarato su X di lavorare con i gestori delle piattaforme per rimuovere temporaneamente il titolo dalla vendita. L’azienda ammette che l’esperienza attuale “non è al livello necessario” e che sta lavorando con il partner di sviluppo per individuare le cause dei problemi. Non è stata comunicata una data di ritorno.

  • Chi l’ha già comprato: può continuare a giocare
  • Versione originale del 2011: viene rimessa in vendita
  • Ritorno della Complete Edition: nessuna data

Armature da samurai nel Giappone feudale di Shogun 2 Complete Edition

Il caso dell’IA nei remaster

Il punto più discusso riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale per ingrandire e ritoccare le immagini. Quando funziona in modo invisibile nessuno protesta, ma risultati approssimativi su elementi dell’interfaccia vengono notati subito, soprattutto da una community attenta come quella di Total War. La vicenda ricorda che un remaster viene giudicato sul rispetto che mostra per l’opera originale, non sul numero di funzioni aggiunte.

Colpisce anche la velocità della reazione. Il gioco era in vendita da appena due giorni e i giudizi negativi si sono accumulati in fretta, segno che la community di Total War, abituata a seguire da vicino ogni uscita della serie, ha controllato la qualità del prodotto fin dalle prime ore. Per un editore, una recensione negativa così massiccia sul principale negozio PC è un campanello d’allarme impossibile da ignorare.

Lezioni per gli editori

La rimozione dallo store è una mossa non frequente, che indica quanto fosse grave il malcontento. Nel frattempo Steam si muove su altri fronti, con novità pensate per chi gioca, come i Achievement Sets in arrivo con la beta del client, mentre il pubblico ricorda che l’evento di ottobre porta come sempre demo, dirette e anteprime allo Steam Next Fest: un ottimo modo per provare i giochi prima di comprarli, proprio ciò che sarebbe servito qui.

Per ora chi possiede l’originale può tornare a giocarlo, e per la Complete Edition la parola passa a Sega e Creative Assembly. Se il lavoro di correzione sarà serio, il ritorno potrebbe anche essere ben accolto; se la fretta prevarrà ancora, il danno di immagine rischia di restare.

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