Final Fantasy Resonance arriva su PS5 il 22 ottobre e Square Enix ha mostrato sul PlayStation Blog come funziona il sistema che dovrebbe distinguerlo dagli altri capitoli: le Visioni. Si tratta di personaggi storici della saga, da Cloud a Zidane, che entrano in squadra come potenziamenti e cambiano il modo di affrontare ogni battaglia. L’RPG in stile HD-2D arriva dopo recensioni che, secondo Pure Xbox, sono molto positive.

Final Fantasy Resonance e le Visioni
Le Visioni sono il cuore del sistema di combattimento. Ogni membro del gruppo può equipaggiarne una e ottiene bonus passivi alle statistiche, oltre a magie e attacchi fisici legati al personaggio evocato. Nel gioco se ne trovano 26, tra cui Sephiroth da Final Fantasy VII, Terra da VI, il Guerriero della Luce del primo capitolo, Lightning da XIII e Noctis da XV.
- Le Visioni guadagnano punti maestria nei combattimenti e sbloccano nuove abilità.
- Usarle fa crescere l’affinità con il personaggio che le equipaggia.
- Stordire tutti i nemici attiva i finali Resonance, come l’Ascension di Cloud.
- Magicite e Moogle della Luce aumentano il rango base di ogni Visione.
Protagonisti e struttura
I protagonisti sono Rain e Lasswell, e accanto a loro ci sono personaggi originali ripresi da Final Fantasy Brave Exvius, come il Mago Nero Tronn, la medica Leah e Lid. Gli Esper restano invece evocazioni tradizionali: entrano in campo per un numero fisso di turni, separati dal sistema delle Visioni. La storia è un viaggio attraverso il mondo, con tanto di corse in chocobo.

Stile HD-2D e colonna sonora
Il look è quello ormai familiare dell’HD-2D: sprite in pixel art su scenari tridimensionali illuminati con effetti moderni. La colonna sonora è orchestrale e recupera temi classici dei capitoli precedenti, un omaggio studiato per chi segue la serie dagli anni Novanta. Non sono stati comunicati i dettagli su trofei e funzioni DualSense, né il prezzo.
Un tuffo nella storia della saga
Per chi vuole prepararsi, sul sito trovate già la nostra guida ai trofei di Final Fantasy e quella di Final Fantasy VII Rebirth, due capitoli che Resonance cita volentieri tra i suoi omaggi. L’idea di trasformare la nostalgia in meccanica di gioco è furba: invece di limitarsi alle comparsate, i vecchi eroi diventano parte del sistema di progressione, con una componente da collezionista che spinge a completare ogni angolo del gioco.
Il rischio del fan service
Il pericolo, come sempre, è che il fan service copra una struttura meno incisiva. La stampa che ha provato il gioco sulle altre piattaforme lo ha accolto bene, ma Nintendo Life ha scritto, nella recensione della versione Switch 2, che sembra un capitolo perduto di un’epoca passata: un giudizio che può essere un complimento o un limite a seconda di chi lo legge. Su PS5 si capirà presto se il mix tra nostalgia e novità regge nel lungo periodo.
















































