Le parole di Ken Kutaragi sui giochi fisici PlayStation hanno acceso il dibattito. L’ex presidente e CEO di Sony Interactive Entertainment, considerato il padre della prima PlayStation, ha spiegato di capire perché gli appassionati non vogliano rinunciare ai dischi, pur giudicando poco sensato dal punto di vista economico continuare a investire risorse sul supporto fisico. Lo ha detto a Video Games Chronicle durante l’evento Game Republic New Horizons, a Middlesbrough.

Perché i giochi fisici restano un simbolo
Kutaragi ha riconosciuto che l’approccio di Sony ha creato attrito con una parte dei giocatori. A suo avviso il disco è diventato il simbolo del “possedere” un gioco, e capisce questo modo di pensare. Ha paragonato la situazione agli smartphone, dove nessuno si preoccupa di non avere un supporto fisico perché si sente al sicuro con i propri contenuti: per lui è una questione di mentalità, che con il tempo può cambiare.
Una dirigenza che guarda al contenuto
Secondo Kutaragi, i vertici attuali di SIE includono persone provenienti dal mondo dello streaming e da settori esterni ai videogiochi. Per questo potrebbero vedere PlayStation più come un “terminale di contenuti” che come una semplice console. È un’interpretazione sua, non una comunicazione ufficiale, e va letta come tale. Stando alla fonte, nell’intervista non si parla di una PS5 senza lettore né di tempi precisi per il passaggio al digitale.
- Luogo: evento Game Republic New Horizons
- Tema: futuro dei dischi e della proprietà dei giochi
- Posizione: comprensione per i fan, ma logica economica contraria ai supporti fisici

Hardware troppo caro e console superflue?
Nel keynote tenuto allo stesso evento, Kutaragi ha detto che l’hardware oggi costa troppo, definendo la situazione poco sana e paragonando i prezzi dei PC a quelli di un’automobile. Servono, secondo lui, “soluzioni eleganti” da parte dei produttori. Ha anche ipotizzato che, se le aziende sfrutteranno a fondo intelligenza artificiale e cloud, le console potrebbero diventare inutili, precisando che non si tratta di un parere di Sony.
Cosa significa per i giocatori
Da una figura così storica ci si aspetta lungimiranza, ma le sue dichiarazioni vanno prese per quello che sono: opinioni di chi ha lasciato Sony nel 2007 e che dal 2006 prevede la scomparsa dei dischi a favore della distribuzione digitale. Intanto la PlayStation attuale vive di entrambe le anime. Lo si vede con il catalogo di PlayStation Plus di ottobre e con Mycopunk gratis al day one su PS5, titoli che esistono soprattutto in formato digitale.
Il tema resta delicato: per molti il disco è collezionismo, rivendibilità e garanzia di non perdere l’accesso ai propri giochi. Finché Sony non annuncerà qualcosa di concreto, le parole di Kutaragi restano un’ottima occasione per discutere, non una notizia sul futuro della PS5.

















































