Le spedizioni di PC nel mondo sono crollate nel terzo trimestre del 2026: secondo i dati preliminari di IDC, tra luglio e settembre sono stati consegnati 62,7 milioni di computer, il 20,1% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È il calo più forte mai registrato dalla società di analisi in un terzo trimestre, e la causa principale ha un nome preciso: la carenza di chip di memoria, assorbiti in massa dai data center per l’intelligenza artificiale.

Spedizioni PC: i numeri del terzo trimestre
Il calo non si ferma al confronto annuale. Rispetto al secondo trimestre le consegne sono scese del 9,1%, mentre di norma il periodo estivo segna una crescita legata al ritorno a scuola. Nessuno dei grandi marchi si è salvato. Ecco le unità spedite dai primi quattro produttori:
- Lenovo: 14,9 milioni, con una quota del 23,8%
- HP: 10,3 milioni
- Dell: 7,6 milioni
- Apple: 5,9 milioni
Sommando i primi tre, Lenovo, HP e Dell hanno consegnato circa 11,6 milioni di PC in meno rispetto al terzo trimestre del 2025, quando il mercato stava ancora crescendo.
Perché il mercato frena
Secondo IDC una parte del crollo dipende da un effetto calendario. Nella prima metà dell’anno produttori e distributori hanno fatto scorte massicce per anticipare i rincari annunciati, e quella domanda è venuta a mancare nei mesi successivi. Il problema di fondo, però, resta il costo dei componenti: DRAM, memorie NAND e archiviazione sono diventate molto più care, e la memoria pesa ormai per una quota importante del prezzo finale, soprattutto sui modelli economici. Jitesh Ubrani di IDC ha spiegato che i rivenditori temono di restare con troppi prodotti in magazzino e potrebbero ricorrere a promozioni, ma ha avvertito che difficilmente i prezzi torneranno ai livelli di un anno fa.

Cosa cambia per chi gioca su PC
Per i videogiocatori la situazione si traduce in configurazioni più costose e in aggiornamenti rimandati. Proprio mentre l’ultimo sondaggio hardware di Steam certificava il sorpasso dei 32 GB di RAM sui 16 GB, il costo dei banchi di memoria è salito al punto da rendere un nuovo PC da gioco una spesa ben più impegnativa di qualche mese fa. A questo si aggiunge un anno povero di novità sul fronte delle schede video, con i produttori concentrati sui chip per l’AI. IDC ha già rivisto al ribasso le previsioni per l’intero 2026 e prevede un quarto trimestre altrettanto debole.
Il nostro commento
Un calo del 20% in un solo trimestre è un segnale che va oltre le normali oscillazioni del mercato. La corsa all’intelligenza artificiale sta spostando verso i server una parte enorme della produzione di memorie, e a pagare il conto sono i consumatori. Per chi gioca su PC il consiglio è di non farsi prendere dalla fretta: se la configurazione attuale regge, conviene aspettare che i prezzi delle memorie si stabilizzino. Alcuni produttori parlano di un possibile assestamento nella prima metà del 2027, ma per ora nessuno lo dà per certo.
















































