La saga di Ultima torna a Richard Garriott: il leggendario game designer, conosciuto da generazioni di giocatori PC come Lord British, ha confermato che riotterrà i diritti d’autore della serie da Electronic Arts, che li deteneva dal 1992. Un ritorno che non passa da un’acquisizione milionaria, ma da una norma della legge americana sul copyright, e che potrebbe riaprire le porte a una delle serie più importanti nella storia dei giochi di ruolo.

Come Ultima torna a Richard Garriott
Garriott ha spiegato i dettagli in un’intervista con Jesse Petrilla, ripresa da VGC. Il meccanismo è quello della Section 203 del Copyright Act statunitense, che consente agli autori di revocare una cessione di diritti dopo 35 anni. Non serve pagare nulla: basta inviare un preavviso formale. Queste le tappe:
- 1992: Garriott vende Origin Systems, e con essa Ultima, a Electronic Arts per 30 milioni di dollari;
- aprile 2026: comunica a EA l’intenzione di riprendersi i diritti, ricevendo come risposta che l’editore conosce la legge e si comporterà di conseguenza;
- 2027: i diritti torneranno ufficialmente nelle sue mani.
Riedizioni, seguiti e trattative con EA
Secondo quanto raccontato dallo stesso autore, sono in corso discussioni “attive” con Electronic Arts per valutare possibili progetti comuni prima che i diritti cambino di mano. In ogni caso, Garriott ha indicato due strade concrete: come minimo la riedizione dei vecchi capitoli, ma anche la possibilità di realizzare dei seguiti. L’obiettivo dichiarato è tornare a controllare il futuro della linea di prodotti che ha definito la sua carriera.
Va detto che non c’è ancora alcun gioco annunciato, né piattaforme o date. Ma la sola idea di rivedere Ultima sugli store digitali, magari in versioni aggiornate per i PC moderni, basta a far sognare chi è cresciuto con questi titoli. Il tema della conservazione dei classici è da sempre caldo, come avevamo raccontato parlando di abandonware e vecchi videogiochi.
Una serie che ha fatto la storia dei giochi di ruolo
Ultima è considerata una delle serie più influenti dei primi anni del genere RPG: molte convenzioni che oggi diamo per scontate, soprattutto nella costruzione del mondo di gioco e nell’esplorazione, nascono proprio lì. Negli anni ’90 EA ha pubblicato diversi capitoli, incluso il pionieristico MMO Ultima Online, ma nel 2000 ha cancellato tutti i progetti di Origin e Garriott ha lasciato l’azienda.
L’ultimo capitolo principale resta Ultima IX del 1999. EA ha poi tentato due rilanci in chiave free-to-play, l’ultimo dei quali è stato Ultima Forever nel 2013, senza grande fortuna. Garriott, dal canto suo, ha fondato Destination Games, ha lavorato all’MMO Tabula Rasa con NCsoft e nel 2008 è persino volato sulla Stazione Spaziale Internazionale come astronauta privato.
Il nostro commento
È una storia che va oltre Ultima: la stessa norma potrebbe permettere ad altri autori storici di riprendersi le proprie creazioni da editori che le tengono ferme da decenni. Per Ultima il momento è interessante, perché il pubblico PC ha dimostrato di premiare sia le riedizioni curate sia i giochi di ruolo di stampo classico. Resta da capire se Garriott, che negli ultimi anni non ha brillato con i suoi progetti, saprà restituire alla serie il prestigio di un tempo.

















































